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La chiesa di Santa Brigida prospetta su piazza Borgo con orientamento Ovest – Est. Esisteva già nell’850 quando il vescovo Donato di Fiesole, di origine scozzese, la donò al monastero di Bobbio. La prima testimonianza che la cita come parrocchia risale al 1135. In seguito divenne collegiata.

Nel 1140 si incendiò l’intero borgo; secondo alcuni studiosi  in questa occasione l’edificio sacro andò totalmente distrutto. Dovette comunque essere ricostruito.
Il 21 gennaio 1185 la chiesa fu testimone di una notevole pagina di storia, la ratifica della Pace di Costanza da parte della Lega Lombarda.

Un’altra tappa storica per Santa Brigida fu il 1632, anno in cui i Barnabiti ne entrarono in possesso, mantenendola sino al 1805. Dopo una chiusura tra 1812 e 1817, periodo in cui l’interno venne utilizzato come magazzino di sale con grave danno agli affreschi e agli intonaci, il tempio tornò ad essere officiato nel 1906.

A fine XIX secolo presero infatti avvio lavori di restauro tra cui si annovera anche il rifacimento della facciata su progetto dell’architetto Perreau. Gli interventi terminarono nel 1899. All’interno, abbattuta la cupola seicentesca del presbiterio, fu ripristinata l’originaria volta a crociera.

Attualmente la chiesa ha facciata a vento monocuspidata con mattoni a vista, di stile neogotico (1895-99), rinserrata tra robusti contrafforti angolari a pianta quadrata e decorata, sotto i rampanti del tetto, da una cornice in cotto a archetti pensili intrecciati. Il portale è strombato ad anelli, con frontone superiore e lunetta affrescata con l’immagine di Santa Brigida in pietra.

Il fronte nord e sud sono caratterizzati dai volumi delle navate laterali e centrale, a salienti, scanditi da lesene che terminano con cornici in cotto ad archetti pensili e losanghe intrecciate. In corrispondenza delle campate interne, si aprono alte monofore a sesto acuto. Sul retro del lato nord, si addossa il campanile inaugurato nel dicembre 1951.

L’interno ha pianta basilicale a tre navate con volte a crociera e costoloni a vista, separate da possenti pilastri cruciformi polistili in mattoni a vista con capitelli a imitazione romanica. L’abside centrale è affiancato da due absidiole, scandite all’esterno da lesene e cornice ad archetti pensili sotto gronda; al centro delle absidi si aprono alte monofore a sesto acuto (le absidi sono inglobate nel tessuto urbano).

Nella chiesa vi sono interessanti opere pittoriche. Di spicco, nella prima campata della navata sinistra, è il Martirio di S. Andrea eseguito nel 1628 dal modenese Camillo Gavasetti (1596-1630)per la chiesa di San Vincenzo.

Sempre nella navata sinistra, la terza campata ospita una raffigurazione che celebra la santa titolare della chiesa e un tempo trovava posto al centro dell’abside, come ricordano le guide. Santa Brigida, seconda patrona di Irlanda dopo San Patrizio, fondatrice di numerosi conventi vissuta tra 470 e 525, vi è presentata mente guarisce una cieca. Si tratta di un’opera del bolognese Pier Francesco Ferrante detto Cavalier Ferrante (Bologna, 1613 – Piacenza, 1653) di cui è anche il San Filippo Neri nella navata destra, datato 1649 e firmato. Del 1701 è la cappella del Crocifisso, affrescata da Robert De Longe (che prende nome dall’antico crocifisso ligneo ivi conservato). Nella cupola si riconosce l’Ascensione di Cristo e nei pennacchi le Sibille. Sulle pareti laterali della cappella sono collocate due grandi tele riguardanti Storie di Gesù Cristo, rispettivamente dovute a Felice Boselli e a Giovanni Battista Rubini (1702).

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