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Il Museo, inaugurato il 3 luglio 2015, espone il noto Codice 65, altri preziosi codici, argenterie, paramenti liturgici e importanti pale d’altare, sculture e arredi provenienti prevalentemente dalla cattedrale, ma anche da altre chiese diocesane. Dal 2018, in seguito ad importanti e costanti modifiche all’allestimento, arricchito di elementi multimediali, è compresa la salita alla magnifica cupola dipinta dal Guercino.

Il percorso si articola su più livelli: al primo l’esposizione permanente, al secondo gli ambienti che conservano i paramenti sacri e gli spazi delle esposizioni temporanee, al terzo la experience room dedicata al Codice 65 e la sezione archivistica. Di seguito ha inizio il percorso di salita alla cupola affrescata da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino che subentrò al Morazzone (ammalatosi dopo aver dipinto i primi due spicchi con altrettanti Profeti).

Si segnalano: il trittico trecentesco dipinto da Serafino De’ Serafini (un altarolo ligneo portatile a fondo oro, di dimensioni ragguardevoli, incentrato sulla vita di Cristo); la sala delle sculture, che conserva esempi di opere lignee e in cartapesta, quali un San Nicola del valsesiano Giovanni Sceti ed un Angelo custode del fiammingo Jan Geernaert; la sala del Tesoro, che offre una panoramica sulle prestigiose argenterie sacre della cattedrale; la piccola pinacoteca che conserva preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Giovanni Andrea Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni oggi in dialogo con un ragguardevole Achrome di Piero Manzoni (1958) della collezione Mazzolini (Museo MCM in Bobbio).

Nelle sacrestie superiori, suggestivo ambiente neogotico con decorazioni a trompe l’oeil, è in mostra una parte dell’incredibile patrimonio tessile del duomo e della diocesi e si può visitare l’esposizione temporanea Sacre reliquie. Storie di santi dedicata all’immenso patrimonio di reliquie e reliquiari di varie forme e materiali, provenienti dai depositi.

Al Libro del Maestro (o Codice 65), tesoro per la liturgia noto a livello internazionale, è dedicata una sezione apposita: la visione del volume (la cui stesura ebbe inizio nel XII secolo) è introdotta da una experience room  che proietta il visitatore in un fantastico viaggio nel Medioevo. Schermi touchscreen consentono di sfogliare virtualmente le pagine del Libro ad altissima risoluzione.

La salita alla cupola è un’autentica emozione, tra strette scale a chiocciola, angusti spazi nello spessore della muratura un tempo percorsi solo dalle maestranze, sottotetti con scorci inediti sia sulla città che all’interno della cattedrale. Uno per tutti lo sguardo ravvicinato dai matronei sui dipinti di Ludovico Carracci e Camillo Procaccini che dominano volta e abside del presbiterio: esperienza mozzafiato. Raggiunto e percorso il sottotetto della navata centrale per ammirare il panorama del centro città dalla croce in facciata, si entra infine al loggiato del tamburo della cupola dove si può percorrere l’intero perimetro. Uno show di luci accompagna la visione del ciclo pittorico realizzato dal Guercino tra il 1626 e il 1627.

Si discende dal lato opposto e si incontra la sezione dedicata ai restauri di fine Ottocento con esposizione degli elementi smantellati, tra cui bassorilievi, lapidi, parti di altari. Giunti alla torre campanaria se ne ammira dal basso l’imponente struttura lignea originale e si nota la “stanza segreta” dove sono ancora conservati gli ingranaggi dell’orologio anticamente posto in facciata.

CittàPiacenzaIndirizzoVia della Prevostura, 7telefono3314606435E-Mailcattedralepiacenza@gmail.comInformazioni utiliAccessibile ai disabili (primo livello museale)Share

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