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Musei di Bedonia

Il Seminario Vescovile di Bedonia ospita al suo interno un importante e multiforme polo museale. Le istituzioni che lo compongono sono:

  • La Pinacoteca Parmigiani: nel seminario si conserva dal 1935, con un arricchimento avvenuto due decenni dopo, una quadreria costituita da una cinquantina di importanti dipinti. Sono pervenuti grazie alla donazione della raccolta privata del sacerdote piacentino Vittorio Parmigiani, cui si unisce l’acquisizione della Collezione Bolognini di Bologna attuata da Monsignor Ersilio Menzani ( 1956). Si segnala la Caduta di Cristo sotto la croce di Ludovico Carracci, Cristo risorto che appare alla Madre di Andrea Donducci detto il Mastelletta e San Francesco che riceve le stimmate di Bartolomeo Passerotti. Nel tempo molte altre donazioni hanno arricchito le dotazioni del Seminario e Santuario.
  • Il Museo Archeologico: Inaugurato l’8 luglio del 2000, espone collezioni donate al Seminario dagli eredi di Severino Musa (1885-1971), medico bedoniese che negli anni Trenta raccolse preziose informazioni scientifiche sul popolamento della zona, dal cultore d’antichità Natale Bruni (1897-1973), collezionista di reperti preistorici e da appassionati locali. Il percorso è il risultato delle ricerche effettuate nella zona dal Prof. Angelo Ghiretti e dai suoi studenti e si conclude con la collezione di reperti della Magna Grecia dono del naturalista Pierluigi Cerlesi. Degne di rilievo: la statuetta antropomorfa (unicum) della collezione Musa, rinvenuta a Prato di Bedonia nel 1954, che sembrerebbe del tardo Paleolitico; una stele funeraria etrusca proveniente dal Monte Ribone, comune di Albareto; reperti di selce e diaspro rosso rinvenuti in accampamenti stagionali di cacciatori di ungulati: nuclei, cuspidi di freccia, lame lisce e denticolate; asce in pietra verde, rinvenute da molti contadini della zona, si riteneva fossero “punte di fulmini abbattutesi al suolo”, che venivano collocate sotto i tetti delle abitazioni come amuleti. Notevoli anche i reperti delle “Rocche di Drusco”, insediamenti dell’Età del Bronzo dei Protoliguri. In ultimo, la Collezione Cerlesi, costituita da reperti provenienti dalla Magna Grecia. Nel 2017 è stata donata una lastra in arenaria con l’incisione (che risale presumibilmente al XV secolo) della parola greca pesce: Ἰχθύς.
  • Il Museo di Storia Naturale: Nato come Gabinetto di scienze all’epoca del vescovo Scalabrini (1839-1905), è diventato Museo nel 1939 quando Mons. Silvio Ferrari dedicò una sala ai reperti trovati sul territorio.Il Museo ha da sempre finalità didattiche, soprattutto per le scuole. Due sono le sezioni: la prima si sviluppa con un percorso a ritroso sull’evoluzione della specie, in un’esposizione tassonomica, dall’Homo Sapiens, attraverso mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, fino ai primi invertebrati, cui si contrappongono minerali e conchiglie nelle vetrine retroilluminate della parete opposta. La seconda sezione è dedicata agli ambienti naturali dell’Alta Val Taro. Il percorso alterna vetrine con plastici e reperti naturalistici a suggestivi diorami raffiguranti scorci della vallata, in diverse stagioni e ore del giorno. Nella parete opposta, cinque vetrine offrono al visitatore una riflessione su alcuni fenomeni ambientali che interessano le vallate.
  • Il Museo Romeo Musa: È raro trovare una collezione di matrici xilografiche, stampe e acquerelli, libri illustrati, “Opera Omnia” di un pittore, xilografo e scrittore, in un solo luogo, se non per una mostra monografica temporanea. È il caso del Museo Romeo Musa (1882-1960), allestito agli inizi degli anni Ottanta, grazie alla generosità degli eredi. Un percorso affascinante permette di scoprire, oltre alla personalità artistica dell’autore, la xilografia, una tecnica di rappresentazione di origini antichissime. Musa intravide in questa arte la possibilità di meglio essere in contatto con il mondo semplice, popolare, che lo attraeva, che gli forniva i soggetti e del quale, in un certo senso, diveniva il cantore… Con occhio attento raffigurò volti, costumi degli abitanti delle montagne emiliane e di altre regioni, in cui la sua attività d’insegnante di disegno lo portava: il Molise, soprattutto, dove lavorò per una decina d’anni. Fu inoltre pittore capace di rappresentazioni ricche ed intense, comprese quelle religiose, testimoniate da molti acquerelli e bozzetti per affreschi, realizzati in varie chiese (Cattedrale di Campobasso, Bedonia, Codogno di Albareto, Allegrezze, Borgotaro). Scrisse poesie in dialetto, illustrò opere letterarie divenute dei classici, come i Promessi Sposi. Fu autore di numerose novelle per ragazzi, corredate da illustrazioni xilografiche; incise diversi ex libris e molto altro. Completano il Museo una biblioteca e una raccolta di foto dell’autore.
  • Il Planetario: Costruito alla fine degli anni Ottanta per scopi didattici, il Planetario, in grado di accogliere gruppi di una cinquantina di persone, consente lo studio della volta celeste e del movimento degli astri attraverso una moderna attrezzatura e la realizzazione di esperimenti e simulazioni dei fenomeni celesti. È fruibile su richiesta, e nel periodo estivo prevede serate aperte al pubblico e, su prenotazione, serate di osservazione del cielo dal Passo della Cappelletta. Si organizzano anche incontri in occasione di eventi astronomici particolari. Affianca il Planetario un laboratorio didattico per le scuole, dove gli alunni, attraverso percorsi specifici, possono sperimentare e approfondire lo studio della volta celeste e dei fenomeni collegati. Nel settembre 2017, nel tetto del Seminario attiguo alla terrazza, è stata installata, nell’ambito del “Progetto Prisma” http://www.prisma.inaf.it/), una telecamera all-ski per il monitoraggio delle meteore.  
  • Il Centro Studi Cardinal Casaroli: La Scuola del Seminario di Bedonia, attiva dal 1846 al 1981, ha donato alla Val Taro e Ceno tanti uomini di cultura: oltre 600 sacerdoti, sei vescovi e due cardinali, conosciuti a livello internazionale: Luigi Poggi, e Agostino Casaroli, Segretario di Stato Vaticano dal 1979 al 1990, il cui archivio fotografico e documentario è stato messo a disposizione dell’Associazione “Centro Studi Cardinale Agostino Casaroli” dalla nipote Orietta. L’Associazione, costituita nel 1989, ha sede all’interno del Seminario, dove è stata allestita una mostra permanente di fotografie, documenti e oggetti del cardinale. Il Centro Studi intrattiene rapporti con studiosi per favorire l’utilizzazione di questi materiali in ricerche, tesi di laurea e di dottorato; promuove, inoltre, studi sulla storia locale. Vi sono raccolti anche ricordi personali e antichi volumi della biblioteca di Mons. Bruno Bertagna, nativo di Tiedoli di Borgotaro ed ex alunno del Seminario, che ha prestato servizio presso la Santa Sede con incarichi importanti. È stato affidato all’Associazione del Centro Studi anche il “Fondo Documentario del Cardinale Opilio Rossi”, nato nel 1910 a New York da famiglia di emigranti di Scopolo di Bedonia. Il materiale costituisce una mostra permanente ed è disponibile per lavori di ricerca. Il Centro Studi ha dato vita anche a un Centro di Documentazione sull’Emigrazione, la cui attività, promossa con la “Consulta Regionale per l’Emigrazione”, è incentrata sulla raccolta e classificazione di documenti relativi alle Valli del Taro e del Ceno: XVI-XX secolo. Accanto all’archivio è allestita una mostra illustrativa di documenti, pubblicazioni e foto sull’esodo dalle nostre valli.
  • La Mostra di Devozione Popolare: Si tratta di una raccolta di circa 15.000 santini dal XVII secolo in poi, alcuni molto rari, come i famosi “canivets”. La Mostra Permanente affianca l’archivio: sette vetrine custodiscono oggetti di devozione (libri, statue, quadri, miniature, xilografie, calcografie, litografie e oggetti legati ai principali sacramenti, oggetti di uso comune, del Rosario….). In sei bacheche è possibile scorrere la “Storia del Santino” dal XVII secolo ad oggi.
LocalitàBedonia (Pr)IndirizzoVia Don S. Raffi, 30Telefono+(39)0525.824420E-MailMAIL: info@seminariobedonia.itInformazioni utiliPer prenotare il Planetario contattare Roberto Pardini, Tel. (39) 320 3470730Share

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